Storia di Lettomanoppello
Citata in documenti del Medioevo come "Terra Lecti Prope Manoppellum", sorse intorno al luogo di culto di Sant'Angelo. Il paese è di origine medievale e per lungo tempo fu subordinato alle vicende storiche della contea di Manopello.
Nel VII secolo venne inglobato nella Diocesi di Chieti.
Nel 1279 risultò essere la quarta parte di un feudo posseduto da Abamonte Di Letto, finché, nel 1338 passò alla proprietà della famiglia Orsini, conti di Manoppello, che la tennero fino al 1405.
La sua popolazione, in continuo aumento, raggiunse nel 1795 le 1336 unità; a quei tempi il paese risultava essere proprietà dei baroni Dario.
Il rinvenimento di un panetto di bitume con bollo lineare del I secolo d.C., recuperato presso contrada Pignatara, attesta l'estrazione mineraria nei giacimenti di bitume fin dall'antichità, quando sarebbe attestato l'uso di schiavi di origine asiatica e africana per l'estrazione dalle cave.
La stessa Repubbliga di Amalfi, tra il XII e il XIII secolo si riforniva a Lettomanoppello del bitume necessario per le proprie navi; a testimonianza, sono state ritrovate monete della Repubblica di Amalfi nella, ormai, diruta chiesa di Santa Liberata.
Tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, la ditta tedesca RHE&C iniziò uno sfruttamento industriale delle miniere d'asfalto, annoverate tra le meglio attrezzate del Regno d'Italia, tanto da competere con quelle del nord Europa. L'estrazione venne interrotta negli anni '30 del secolo scorso.
Economia
Lettomanoppello si distende ai piedi della Maiella, a destra del fiume Lavino; comune della provincia di Pescara, il suo territorio fa parte del Parco nazionale della Maiella, che, istituito nel 1992 insieme a quello del Gran Sasso e della Laga, si estende per circa 75.000 ettari nelle provincie di Pescara, Chieti e L'Aquila.
Nei dintorni si pratica la lavorazione della pietra, un'arte antica tramandata da padre in figlio, che caratterizza la tipica figura degli "scalpellini".
Un'attività che si sta incrementando ultimamente è quella legata alla presenza di numerosi punti di ristoro che propongono prelibatezze dimenticate che richiamano clientela da città vicine.